ARTE e scacchi: BREVi cenni

Al giorno d’oggi tutti hanno visto almeno una volta nella loro vita una scacchiera o addirittura sanno come si muovono i pezzi per potersi fare una partita. La verità è che gli scacchi sono un gioco tanto affascinante quanto complicato.

Il suo fascino ha conquistato persone e in particolare, per il tema di questo articolo, anche gli artisti.

Rappresentazioni di partite di scacchi possono metterle in tanti contesti: scene di vita quotidiana, guerre, intrighi o la stessa scacchiera può rappresentare la vita o alcune fasi di essa.

Un’ altra componente interessante per gli artisti può essere il grande coinvolgimento che gli scacchisti hanno in una partita di scacchi e che può far diventare quasi dei robot o fargli sfiorare la follia.

E anche se sembrano andare controcorrente in una società dove ormai sedersi e stare in silenzio per un’ora senza tecnologia sembra impossibile, grazie alla famosissima serie TV The Queen’s Gambit, ispirata dall’omonimo romanzo del 1983, gli scacchi stanno tornando inaspettatamente di moda, chissà per quanto ancora.

Mosaico dalla Chiesa di San Savino

Sarà anche perché gli scacchi sono un gioco molto meritocratico, chi gioca meglio vince, ma l’errore come sappiamo è sempre lì dietro l’angolo e bisogna quindi tenere gli occhi sempre aperti se si vuole portare a casa la vittoria (o la patta).

Gli scacchi hanno origini arabe, inventati si pensa intorno al VI secolo, e quasi dopo mille anni hanno cominciato a diffondersi in tutto il mondo, coprendo ormai ben 172 Stati.

Puoi scoprire di più sul nostro articolo dedicato.

Vedi: La storia degli scacchi: Origine del Nobil Giuoco

In moltissime scacchiere indiane (e non solo) i pezzi erano rappresentati con animali, armi, cavalieri, tutti richiami alla guerra e alle varie tipologie di soldati.

L’alfiere era comunemente rappresentato con l’elefante, a protezione di Re e Regina, come se fosse una vera e propria battaglia. Il termine indiano per alfiere è ‘gaja’, che significa per l’appunto elefante. Anche il pedone era spesso rappresentato come un fante leggero, armato di solito con scudo e spada o lancia. Invece il Cavallo o la Torre sono tutt’ora pezzi che richiamano le guerre antiche. Sarebbe da superficiali non riflettere su quanto gli scacchi siano stati ispirati dalla guerra e dalle strategie militari.

Le rappresentazioni artistiche

La prima rappresentazione artistica degli scacchi la troviamo a Palermo nella Cappella Palatina a Palazzo dei Normanni, un mosaico datato intorno al 1143.

Pittura nella Cappella Palatina (Photo by Pinterest.it ©)
Mosaico nella Cappella Palatina (Photo by Pinterest.it ©)

Questo non deve sorprendere molto, dato che una delle poche difficoltà incontrate dagli scacchi nella loro diffusione nel mondo arabo era dovuta all’interpretazione estrema (ma comune al tempo) di alcuni hadith (racconti della vita del profeta Maometto) che vedevano in essi divieti di raffigurare qualsiasi creatura vivente (oggi l’interpretazione islamica moderata vede in essi passi che semplicemente vogliono vietare la sola idolatria).

Vedi: Storia degli scacchi: Shatranj, dalla Persia all’Europa

Dal mosaico di Palermo in poi abbiamo tantissime rappresentazioni di partite reali, o anche di bellissimi disegni astratti che riescono a trasmettere quanto questo gioco coinvolga i giocatori così tanto e possa in alcuni casi farli diventare quasi dei robot o fargli sfiorare la follia.

  • Uno dei quadri realisti più belli è senza ombra di dubbio “The Chess Players” di Thomas Eakins, dove Bertrand Gardel sulla sinistra e George Holmes sulla destra, rispettivamente insegnante di arte e di francese dell’autore, mostravano sfidandosi le loro doti scacchiste all’autore.
  • Il secondo dipinto è un disegno molto realistico trovato nel libro “Scacchi. La storia, i pezzi, i giocatori e la passione di 1.000 anni” (Master Pieces, 2000) di Gareth Williams, dove vi sono i due schieramenti della Prima Guerra Mondiale che si affrontano in una partita all’ultimo sangue. Gli Alleati, Russia, Francia, Inghilterra e Giappone, rimangono attoniti dopo l’ultima mossa della Germania che li lascia esterrefatti.
  • Siegfried Zademack però è sicuramente uno degli autori che con i suoi disegni riesce a colpire più in fondo i giocatori di scacchi e non solo. Uno dei più belli e anche un po’ assurdi è sicuramente il “Irrläufer”, che significa disguido, in cui vi è raffigurato Gesù che trasporta la propria croce, in un deserto “abitato” solo da pezzi di scacchi, che fa percepire al cento per cento il senso di vuoto e di confusione che prova Gesù quando alza lo sguardo e si rende conto di ciò che lo circonda.

marcel duchamp e l’innovazione scacchista

Gli scacchi come sappiamo hanno conquistato piano piano il mondo intero, paese per paese, perfezionandosi sempre di più, in cerca della forma finale. Infatti, i primi modelli di scacchi erano differenti dagli attuali, assomigliando molto anche alla dama, da cui hanno sicuramente preso ispirazione.

Solamente intorno alla metà del XIX secolo, nel 1851, si svolgerà il primo torneo internazionale di scacchi, e bisogna aspettare altri 30 anni per avere il primo torneo mondiale, e il XX secolo per la creazione della prima Federazione Mondiale di Scacchi. Mentre con l’avvento di Internet nel XXI secolo, abbiamo le prime sfide online tra gente di tutto il mondo, e la creazione di una federazione internazionale, la FIDE (Federation Internationale des Echecs).

Infine ecco l’invenzione che cambierà completamente il gioco degli scacchi: i computer, o meglio le intelligenze artificiali, che con i loro calcoli approfonditi delle mosse migliori da fare diventeranno i giocatori più forti attualmente sul pianeta Terra.

Marcel Duchamp è stato una delle figure più innovative del XX secolo e di tutto questo periodo di trasformazione dell’arte e degli scacchi. Le sue due opere più sconvolgenti, che lo resero famoso in tutto il mondo, le compose durante il suo periodo da “dissacratore d’arte”.

La prima è “l’Orinatoio”, elevato a opera d’arte in maniera palesemente provocatoria, mentre la seconda è la ‘Gioconda L.H.O.O.Q.’, dove oltre ad inserire un nome volgare tra le righe, aggiunse come tocco di classe anche i baffi.

Secondo una testimonianza di un suo caro amico ed esponente del surrealismo, Man Ray, Duchamp passò la maggior parte del tempo della sua luna di miele a studiare posizioni di scacchi, tanto che la moglie decise di punirlo incollandogli nella notte tutti i pezzi alla scacchiera, con conseguente divorzio dopo soli pochi mesi. Si dice che proprio questo episodio ispirò una famosa fotografia che immortalava Duchamp tanto concentrato a giocare a scacchi da non accorgersi di sfidare una donna nuda.

Puoi scoprire di più su Duchamp e questa sua ultima opera nel nostro articolo dedicato, nella sezione dedicata allo stesso Duchamp.

Vedi: Persone famose che non sapevi che giocano o giocavano a scacchi!

Conclusione

Gli scacchi hanno dato e continuano a dare conferma di essere un elemento sempre attuale, affascinante per moltissime persone, che pur non sapendo bene le regole, vengono attirate da quella scacchiera a quadri colorati, e da quei pezzi di legno che riescono ad emozionare come se fossero uno sport estremo inventato da poco, seppur sono una delle cose più antiche ancora presenti nel nostro pianeta dopo più di mille anni.

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