Partita della settimana: La Partita Immortale

Giocata tra due dei maggiori giocatori dell’epoca, Adolf Anderssen e Lionel Kieseritzky, al noto ristorante di Londra Simpson’s-in-the-Strand, l’Immortale fu un incontro informale ed è una delle partite più famose della Storia degli Scacchi. Anderssen vinse questa partita con una sequenza leggendaria in cui sacrifica enrambe le Torri e la Donna per dare scacco matto con i tre pezzi minori che gli erano rimasti! Scopri di più nell’articolo!

IN BREVE

Introduzione

Giocata tra due dei maggiori giocatori dell’epoca al noto ristorante di Londra Simpson’s-in-the-Strand, l’immortale fu un incontro informale giocato durante una pausa del torneo ufficiale di Londra.

La partita vede sfidarsi Adolf Anderssen( Nero, ma all’epoca non esisteva la regola del primo tratto al Bianco, quindi mosse per primo) e Lionel Kieseritzky (Bianco, ma stranamenteper noi moderni non ha mosso per primo!).

Adolf Anderssen (Photo by Wikimedia Commons )

Adolf Anderssen fu uno dei più forti scacchisti dell’Ottocento in tutto il mondo e fu considerato da molti il più forte dopo la vittoria che ottenne al Torneo di Londra del 1851.

Lionel Kieseritzky visse in Francia per molto tempo dove diede lezioni di scacchi e giocò al Café de la Régence di Parigi a cinque franchi all’ora. Kieseritzky fu anche noto all’epoca per la sua capacità di battere avversari minori partendo con lo svantaggio anche della donna.

Al termine della partita, lo stesso Kieseritzky rimase molto impressionato dalla vittoria subita da Anderssen e inviò via telegrafo la trascrizione della partita al suo circolo scacchistico di Parigi. Il periodico di scacchi francese La Régence pubblicò la partita nel numero di luglio del 1851 e nel 1855 essa venne soprannominata per la prima volta come  L’immortale dall’austriaco Ernst Falkbeer.

Curiosità

La posizione dopo la 20ª mossa è riportata su un francobollo del Suriname del 1984, mentre la parte finale della partita venne usata come ispirazione per una partita a scacchi nel film del 1982 Blade Runner (anche se la scacchiera rappresentata nel film non riporta fedelmente la posizione). È stata anche usata come base per un romanzo poliziesco con lo stesso nome (The Immortal Game) di Mark Coggins.

Questa partita è considerata un’eccellente dimostrazione dello stile di gioco dell’ Ottocento, il gioco “romantico”,  in cui lo sviluppo rapido e l’attacco erano considerati i metodi più efficaci per vincere, venivano praticati molti gambetti e contro-gambetti (al tempo rifiutarli era considerato ineducato).

Tali partite, coi loro rapidi attacchi e contrattacchi, sono tuttora considerate divertenti da seguire, anche se alcune delle mosse in esse giocate non sono considerate le migliori secondo gli standard moderni.

Bando alle ciance, passiamo all’analisi e alla contemplazione di questo capolavoro di Anderssen con una notazione moderna (di seguito il Bianco è il giocatore che muove per primo in partita!)

Adolf Anderssen – Lionel Kieseritzky (Gambetto di re accettato, C33).

1.e4 e5 2.f4

Anderssen va per il gambetto di Re, una delle aperture più aggressive da parte del Bianco e su cui puoi trovare spiegazioni e analisi nel nostro articolo:

Gambetto di Re: Come giocare la più aggressiva apertura degli scacchi

.2…exf4

Kieseritzky accetta il gambetto.

3.Ac4 Dh4+?!

Il Bianco gioca il gambetto d’alfiere, mentre la mossa del Nero costringe il Bianco a muovere il Re e a dover così rinunciare all’arrocco, ma pone anche la Donna Nera in una posizione esposta e il Bianco potrà alla fine attaccarla con guadagno di tempo 

4.Rf1 b5?!

Questo è il controgambetto Bryan, analizzato in profondità da Kieseritzky e che viene anche citato talvolta col suo nome. Non è considerata oggi una mossa molto logica.

5.Axb5 Cf6 6.Cf3

Una mossa di sviluppo comune, ma il Cavallo ora attacca la Donna Nera costringendo il Nero a proteggerla invece che svilupparsi a sua volta.

6…Dh6 7.d3

Con questa mossa il Bianco ha consolidato il suo controllo del centro della scacchiera. Qui è anche migliore 7.Cc3.

7…Ch5

Questa mossa minaccia Cg3+ e protegge il pedone f4, ma decentra anche il cavallo a lato della scacchiera dove è meno efficace.

8.Ch4 Dg5

Secondo Kieseritzky era migliore 8…g6.

9.Cf5 c6

Schiodando il pedone di donna e attaccando l’alfiere. Alcuni hanno suggerito che 9…g6 sarebbe stato meglio per occuparsi del pericoloso cavallo. Si noti come, all’epoca, i giocatori sviluppassero un paio di pezzi per continuarli poi a muovere.

10.g4 Cf6 11.Tg1!

Questo è un sacrificio vantaggioso di un pezzo passivo. Se il Nero accetta, la sua donna sarà tolta dal centro delle operazioni dando al Bianco un vantaggio di sviluppo.

11…cxb5?

Questo è l’errore decisivo del Nero; si guadagna materiale, ma si perde in sviluppo in un momento in cui il Bianco è in grado di impostare una veloce offensiva. Qui era migliore

(11…h5.12.h4!) Il cavallo bianco protegge il pedone che attacca la donna nera.

12…Dg6 13.h5 Dg5 14.Df3

Il Bianco ora presenta due minacce:

  • Axf4, che intrappolerebbe la Donna del Nero
  • e5, che attaccherebbe il cavallo nero in f6 e contemporaneamente minaccerebbe la torre indifesa in a8 con la donna.

14…Cg8

Questa rimedia alle minacce, ma blocca lo sviluppo del Nero ancora di più: ora l’unico pezzo nero che non è nella casa di partenza è la donna che sta per essere messa in fuga mentre il Bianco controlla gran parte della scacchiera.

15.Axf4 Df6 16.Cc3 Ac5

Una normale mossa di sviluppo del Nero che attacca anche la torre in g1.

17.Cd5!?

Il Bianco risponde all’attacco con un contrattacco. Questa mossa minaccia Cc7 con forchetta al Re e alla Torre. Qui è pure più forte 17.d4 … 18.Cd5, con vantaggio per il Bianco.

17…Dxb2

Il Nero guadagna un pedone e minaccia di prendere la torre in a1 con scacco.

18.Ad6!

Con questa mossa il Bianco offre in sacrificio entrambe le torri.

Da questa posizione ci sono in realtà molti modi di vincere ed almeno tre mosse migliori di quella della partita: 18.d4, 18.Ae3 o 18.Te1 che conducono tutte a posizioni forti o a matti senza bisogno di sacrificare così tanto materiale o anche 18.Cc7+ seguita da Te1.

Garry Kasparov ha fatto notare che, se la partita fosse proseguita in maniera meno spettacolare, il mondo degli scacchi avrebbe perso uno dei suoi “gioielli della corona”. Ad6 è insolita perché il Bianco rinuncia volontariamente a così tanto materiale.

18…Axg1?

Da questo momento la sconfitta del Nero comincia a maturare. Nel 1887 Steinitz suggerì che sarebbe stato meglio 18…Dxa1+ con possibile continuazione 19.Re2 Db2 20.Rd2 Axg1.

Vedi: Wilhelm Steinitz: Il primo Re degli scacchi

19.e5!

Sacrificando l’altra torre bianca. Più importante è il fatto che questa mossa blocca la donna nera dalla partecipazione alla difesa del suo re e minaccia il matto in due mosse con 20.Cxg7+ Rd8 21.Ac7#.

19…Dxa1+ 20.Re2

A questo punto l’attacco del Nero è esaurito, la sua donna e l’alfiere sono arretrati e non possono organizzare una minaccia effettiva, mentre il Bianco si può scatenare. Kieseritzky affermò di aver abbandonato a questo punto, però un articolo di Friedrich Amelung del Baltische Schachblaetter nel 1893 riporta che Kieseritzky giocò probabilmente 20…Ca6, ma Anderssen annunciò il matto. Comunque il sospetto è che le ultime mosse non siano state effettivamente giocate sulla scacchiera.

20…Ca6

Il cavallo nero controlla la casa c7 per la minaccia del Bianco

20.Cxg7+ Rd8 21. Df6+!!

Questo bellissimo sacrificio di donna costringe il Nero a rinunciare alla difesa di e7.

…Cxf6 22.Ae7# 1-0

. Un altro tentativo di difesa poteva essere 20…Aa6 lasciando la via di fuga al re nero con Rc8 e Rb7 sebbene il Bianco abbia la continuazione 21.Cc7+ Rd8 22.Cxa6 dove, con 22…Dxa2 per difendere f7 contro Ac7+, Cd6+ e Df7#, il Bianco può giocare 23.Ac7+ Re8 24.Cb4 d5 25.Cd6+ e vince o 22…Ab6 (evitando Ac7+) 23.Da8 Dc3 24.Dxb8 Dc8 25.Dxc8 Rxc8 26.Af8 h6 27.Cd6+ Rd8 28.Cxf7+ Re8 29.Cxh8 Rxf8 con finale vinto per il Bianco.

Alla fine il Nero è considerevolmente in vantaggio di materiale: la donna, due torri, due alfieri, due cavalli (tutti i pezzi!), ma ciò non lo aiuta ad evitare il matto da parte del Bianco con i pezzi che gli rimangono: due cavalli e un alfiere.

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Riferimenti

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